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 meno 1 all'alba !
 al mondiale di Goteborg con fulvia di bernardo

 

16 agosto -  tre commenti

Emanuela Giovanardi, delle Orche Assassine

Goteborg 2010 “mezzo mondiale” baciato dalla fortuna. Così è stata la mia esperienza.

Dico mezzo per i seguenti motivi:

- Donne da una parte uomini dall’altra; si respirava solo il 50% dell’atmosfera mondiale (ma eravamo avvisati);
- Gli impianti idonei solo in parte e solo perché ai master va bene quasi tutto;
- Io a Goteborg e la mia famiglia al mare, dopo qualche giorno essere “così liberi” diventa un peso….;
- Le mie prestazioni agonistiche a metà: l’obiettivo era un piazzamento tra le prime 10 per una medaglia e così è stato per 2 gare su 3, ma con tempi modesti che non mi hanno permesso di godermi il risultato. In fondo se qui avessi fatto il mio meglio avrei ottenuto di più!

Quindi, se non parliamo di prestazione sportiva eccelsa, tutto ciò che è venuto è da attribuire solo alla fortuna, un gran bel colpo di fortuna mi sono detta. Entrare nelle prime 10 con 'sti tempi ... il culo è dalla mia parte. E' tutto con me!

Quindi, se di fortuna stiamo parlando, che fortuna sia! Io e le mie compagne di staffetta (al secolo le Orche Assassine) al termine delle staffette, unico giorno in cui gli orari delle gare sono stati veramente rispettati, ci siamo date al gioco d’azzardo “modesto” entrando al parco dei divertimenti della città. Il bottino è di n. 2 Tobleroni da 2 kg l’uno e un mega pacco di biscotti da 2,3 kg “la Ballerina”. Un po’ ingombranti come bagaglio a mano ma apprezzatissimi e commentati da tutti.

Perciò il medagliere della Modena nuoto alla fine conta: 2 medaglie “di consolazione”, 2 Tobleroni, 1 mega pacco di biscotti e……. LA FOTO CON LA MASCOTTE DI RICCIONE 2012. IL BAGNINO. Guarda caso era sempre nella piscina dove gareggiavano le donne…..(ma va?).

Buon vacanze e buon ferragosto a tutti i master. Ci vediamo fra un paio di mesi.

 

Raffaele Lococciolo

Il mondiale svedese, è stata una manifestazione particolare. Difficile dare un giudizio obiettivo al 100%, senza lasciarsi influenzare troppo da sensazioni umorali personali di stomaco...

A livello tecnico ho assistito a gare di livello altissimo, con tanti tanti campioni ne cito qualcuno qua' e là... Poll, Pyschenko, Florea, Gherghel, Carlsesten, Lisogor e tanti altri. A livello organizzativo la prima cosa che mi viene in mente riguarda gli impianti, e il primo giudizio che mi viene in mente è negativo: li ho trovati entrambi inadeguati.

L'impianto coperto (Valhalla) presentava una vasca per le gare scorrevole, bella, con 10 larghe corsie, spogliatoi accoglienti, con sauna, vasca idromassaggio, e vasca "frigidarium", molto piacevoli per il post-gara; ma tale impianto era praticamente sprovvisto di spalti, tutti gli atleti e il pubblico si dovevano riversare nel prato esterno, dove in ogni caso c'erano 20 lettini e 15 panchine.... per 5.000 atleti iscritti fate voi due conti. Per vedere qualche gara la possibilità era unica: in piedi a bordo vasca in mezzo a tante teste presenti, in mezzo a giudici e organizzatori. Roba che da noi non trovi nemmeno nel più piccolo dei trofei supermaster! Di contro-altare, la prechiamata era efficiente, la marshall-area spaziosa, le "stations" per arrivare al blocchetto ben fatte e tempestive, diciamo pure "perfette" per entrare in "clima-gara".... A Valhalla era tutto perfetto per chi aveva la gara nel giro di un'ora. Per chi restava lì  3-4 ore ( perché magari di gare ne aveva due ) era un delirio.

La vasca scoperta (Lundby) è secondo me non commentabile!!
La peggior vasca da 50mt in cui io abbia mai nuotato (e ne ho calcati di piani vasca in vita mia). Nell'unico giorno in cui ho gareggiato lì il tempo era clemente, e disagi particolari non ne ho vissuti, però credo sia indecente far fare un campionato mondiale in una vasca/impianto del genere!! 8 corsie, strettissime, piano inesistente (se volevi far girare 2 braccia prima della tua gara rischiavi di uccidere qualche cronometrista o i poveri ragazzini che correvano in su e giù con le ceste degli atleti). Non me ne intendo più di tanto di "requisiti minimi", ma credo che Lundby sia ben al di sotto di qualsiasi soglia qualitativa per una manifestazione internazionale.

A chiudere dico che le due vasche di warm up (parallele a quelle delle gare) erano entrambe un po' scarsine....quella di Valhalla un po' meglio (25mt 8 corsie), quella di Lundby peggio (25mt 6 corsie).
Per me gli impianti non potevano sostenere una manifestazione simile, se lo hanno fatto è sostanzialmente grazie ai master, cui va bene tutto, che non si lamentano mai, che vogliono soprattutto divertirsi e star bene, e poi gareggiare. Ma anche grazie all'organizzazione che è stata secondo me eccellente, bravi tutti, non era facile.

Intorno a questi due impianti, però, che oltre a essere scarsi erano anche distanti, e questo non ha aiutato molto a socializzare, a incontrarsi, a scambiare battute... dicevo, intorno a questi due impianti si sviluppa una città ordinata, pulita, organizzata, accogliente, che ha reso credo a tutti la permanenza piacevole. Una città viva a tutte le ore del giorno e della notte, ma mai caotica, mai stressante, e soprattutto mai "pericolosa"!
Un 10 e lode all'organizzazione che ci ha permesso di scorrazzare 10gg per Goteborg gratis sui mezzi pubblici, mezzi pubblici efficienti, precisi, puntuali al secondo, e totalmente esaustivi!! Dove volevi andare, c'era sempre un tram, un bus, un traghetto che ti ci portava...
Il confronto tra 2 anni con Riccione sarà inclemente!!
Laddove l'impianto stravincerà, la città nel suo complesso, ne uscirà disintegrata... ma ci sono 2 anni ancora... e noi italiani Riccione la conosciamo bene. E saremo a nostro agio!!

 

Sergine Therin 

Hello ma belle. Que de plaisir de te revoir mon amie !
je peux seulement me connecter aujourd'hui, mille excuses. voici un de mes articles ma chérie: cette aventure est-elle à la hauteur de tes rêves ?

Après avoir essuyé mes larmes d'émotion, je réalise que l'évènement est bien au delà de mes espérances. c'est une formidable aventure humaine... récupération oblige après course, je me rends de l'espace Jaccuzzi et me laisse masser par ce bain bouillonnant Que c'est bon ! I love it ! des filles venant de nager, elles aussi, m'imitent et plonge à leur tour dans cette coupe, telle une coupe de champagne bien méritée. Nous profitons de cette douceur inégalée par les centres de thalassothérapie. 1 japonaise, 1 américaine, 1 costa ricaine, 1 finlandaise, 1 brésielienne, 1 italienne rejoignent cette française que je suis.

Apaisée par la joie de l'effort que nous venons de vivre - le 400 4 NAGES - nous nous prélassons en nous souriant, sans un mot, nos regards suffisent. Soudain, la japonaise éclate de rire... son rire nous contamine, c'est le sketch de l'amitié ! Alors je saisie la main de ma voisine de droite, puis celle de ma voisine de gauche, les lève hors de l'eau. S'en suit une réaction en chaîne, formant une couronne de ces Worlds. Ola des mains ! Osmose totale ! EMOTION GARANTIE... FRISSONS... C'EST LE PARTAGE DE LA PASSION ET DE LA PAIX. Toutes ces nations des quatres coins du monde réunies dans cette coupole de bulles d'amitié. VOILA MA VICTOIRE DE CES CHAMPIONNATS DU MONDE DES NAGEURS MAÎTRES.

 

8 agosto - in acque libere 

I Campionati sono finiti e io sono tornata. Ma non è esattamente così. A Goteborg sabato c'era ancora la prova in acque libere, che in un primo tempo pensavo di poter fare anch'io. E c'erano ancora un'ottantina di compagni italiani, una piccola parte dei quasi 1000 iscritti, un numero che fa impallidire la pur straordinaria performance di partecipazione del nostro Campionato Italiano di San Terenzo.

Fra di loro Laura Sterni, che racconta questa ultima giornata di nuoto, una giornata di bel tempo, guarda un po', quando noi eravamo ormai partiti quasi tutti. Lei sa che dovevo rientrare per tornare al lavoro ed esordisce con un "primo.... ma non ci dovevi essere anche tu per la 3km?" e poi continua con la sua cronaca.

... un posto favoloso. La collina era strapiena di atleti, accompagnatori, bambini ecc. Se la vedevi dal basso era grandioso: una bellissima giornata, la collina verdissima ricoperta con centinaia di colori e il lago una meraviglia. L´organizzazione è stata favolosa, senza  parlare dell´atmosfera.

Partiamo, le prime due dei 400 e degli 800 partono a bomba, seguite da una terza. Le lascio andare, poi vedo che la terza incomincia a mollare e metro dopo metro la distanza si accorcia. Ai 1400 la raggiungo, resto in scia solo per 100 metri e poi mi dico: dopo la boa la attacco; se ce la fo' ok, altrimenti resto in scia e le lascio correttamente il terzo posto. Nuotiamo circa 300 mt pari pari; respiravamo ogni 2, con la stessa bracciata, e ci guardavamo; ma vedo che la sua e´ più frenetica, mentre la mia è ancora lunga, allora la attacco e la metto ai piedi. Ogni tanto ci provava ma allora reagivo e così siamo andate fino all' arrivo.

Nei primi 1500 mt sono riuscita a godere anche del paesaggio, mentre nella seconda parte non ho visto nulla. Sono arrivata ko, distrutta; non mi reggevo in piedi ma ero strafelice di averla portata a termine.
Primo mondiale, penso irripetibile.

Un bacione grande e ultimo dalla Svezia, tra 4 ore ho la navetta x l´aeroporto. Ciaoooooooooooooooo

 

 

7 agosto - Una intervista tutta d'oro ! 

Ci troviamo al Gotha Tower Hotel di Goteborg. Io sono un po' agitata perchè devo fare una cosa diversa dai miei soliti racconti: Devo intervistare due compagni, due gran bei pezzi da 90, e deve essere una intervista vera.

Sono due atleti della Tuatha De´, compagni di squadra e carissimi amici, e io spero di riuscire a descrivervi bene l`atmosfera che aleggia in questa Hall dell´albergo mentre loro due, Alberto Montini, M40 e Gabriele Maini, M45, seduti di fronte a me sul divano marrone, se la ridono, ammiccano tra loro, scherzano e nello stesso tempo commentano con la massima serietà gli eventi di questa nostra settimana svedese.

Io parto con l'ovvio:

D : Allora, com'è andata ? alla fine quante medaglie avete collezionato?

Alberto: 5 ori nelle mie 5 gare individuali, due bronzi, 1 quarto posto e 1 quinto nelle staffette. Sono rimasto un po' deluso dai risultati delle staffette, non perche' noi non siamo andati bene, anzi; ma non ce l'aspettavamo proprio tutta questa agguerrita concorrenza, soprattutto nelle staffette miste.

Gabriele: 1 oro e un ottavo posto nelle mie individuali, 1 bronzo e un decimo posto nelle staffette. Si, mi sa che l´Alberto nella maglietta della squadra si fara´ricamare una stellona gigante per i 10 ori conquistati nei due ultimi campionati mondiali, quello di Perth e quello di Goteborg, 10 stelline sotto il nome mica gli stanno... e io mi accontentero`delle mie 3 stelline piccole , qua, sotto il nome, che rappresentano i miei 3 ori di Riccione 2004, Perth 2008 e Goteborg 2010.

D: Passiamo ad argomenti 'tecnici', quali sono state le pecche di questi Campionati?

Alberto: Di certo non mi e´piaciuta la separazione maschi, femmine e la distanza tra le due piscine, all`aperto poi a Lundby non sono riuscito a dare il meglio di me. ma soprattutto mi ha disturbato il fatto che le gare finivano tardi e noi che siamo anche un gruppo numeroso, e molto affamati, siamo stati spesso ´cacciati via´ da diversi locali perche´arrivavamo troppo tardi e in troppi, e la cucina nei ristoranti qua chiude relativamente presto.

Gabriele: Forse anche la mancanza di punti di ritrovo. A Cadiz nel baretto sulla spiaggia ci ritrovavamo ogni pomeriggio fino al tramonto e oltre e avevamo la possibilita´di conoscerci meglio anche con atleti di altre nazionalita´ e comunque di stare insieme senza darci appuntamenti o metterci d'áccordo. Questo, secondo me, qui e´venuto a mancare e c'é´stata una certa dispersione e mancanza di contatto.

D: e gli aspetti positivi?

Alberto: Oltre ai 5 ori? Beh, di sicuro il nostro spirito di squadra che e´molto forte e ci fa stare bene insieme ai nostri compagni, l'organizzazione ha funzionato abbastanza bene a parte il bar di Lundby dove c'era una coda perenne. Non ci sono state code agli accrediti e tutti gli operatori sono sempre stati molto gentili e disponibili.

Gabriele: Alla fine il clima ci ha risparmiato e il sole ci ha sorriso spesso, Dopo la staffetta mista, abbiamo avuto anche l`onore di stringere la mano al grande campione ucraino Oleg Lisogore e farci fotografare insieme. Un vero mito, una leggenda, ma anche una persona simpaticissima e disponibile.

Alberto (si da' una vezzosa aggiustatina al ciuffo ribelle): Il bello di queste manifestazioni e´ che si riesce a parlare con un sacco di persone di diversa nazionalità, a scambiare impressioni ed emozioni con i gesti e alla fine, anche col mio inglese maccheronico, riesco sempre a farmi capire. L'ésempio piu' eclatante? il mio avversario russo Vladislav Bragin che non spiccica una parole d`inglese ma ci capiamo lo stesso e comunichiamo in mille modi senza alcuna difficolta' facendoci delle gran risate.

D: E il divertimento? La sera sempre in giro per locali?

Alberto: ma stai scherzando? qua si va a dormire presto, ci sono sempre gare al mattino dopo, si mangia tardi perche´si finisce tardi in piscina e la sera non si trova mica granche' in giro...

Gabriele: E che mi dici del locale di ieri sera frequentato 'stranamente', fratello? Siamo scappati subito appena abbiamo capito che aria tirava, eh?

E qui siamo stati interrotti dall*arrivo di nuotatori delle varie nazionalita' che vedendo le medaglie sul tavolo hanno incominciato a chiederci da dove venissimo e a stringere la mano ai nostri due campioni che si sono goduti con saggezza ma anche con piacere il loro momento di gloria. Arriva anche Massimiliano Gialdi che qui ha conquistato due begli argenti nei 50 e nei 100stile M40 al quale chiediamo di farsi fotografare con gli italiani presenti nella Hall dell'álbergo.

E allora saluto tutti mentre con la coda dell'occhio vedo i due campioni del mondo che dai gradini delle scale giocano al ``Take your marks´´, speriamo che nella foga non si lancino davvero di sotto. Li ho fotografati. Mi pare che il Maini fosse un po' rigido e legato, l'età magari .... che ne dite ?

 

6 agosto - anche questa è fatta ! 

Bene, la festa e' finita, gli amici se ne vanno... 

Siamo rimasti in pochi, oggi. E noi dei 400sl di stamattina abbiamo gareggiato con freddo, pioggia e gelo. Sono arrivata ai blocchi con la giacca a vento che metto d'inverno e non avevo proprio voglia di togliermela! Le svedesi hanno una specie di accapatoio anorak giacca a vento. Una meraviglia in questo clima.

Oggi Lundby e i 400 mi facevano paura. Qui ho nuotato anche i 100 e i 50 e non sono andata tanto bene. Invece, sorpresa, i 400 di oggi sono andati bene. Forse la reazione al clima ostile ? O semplicemente si conferma quello che mi avevano detto tutti, che solo pochi riescono a nuotare bene tutte e 5 le gare a stile in un campionato. Io ho nuotato meglio il lungo e la velocità ne ha risentito. Non si può preparare  bene tutti e due ! ok, ho imparato la lezione.

Alla prechiamata ho fatto un sacco di amicizie. Io so conversare facilmente in 3 o 4 lingue europee e lì mi sbizzarisco. Attacco bottone con tutta la mia fila e creo la connessione fra tutte le compagne. Da quelle timide a quelle chiachierone a quelle nervose. Mi piacciono i flash di queste brevissime conversazioni, sapere qualcosa di ognuna e dare maggiore realtà a nomi e volti.

Oggi nella corsia accanto alla mia c'era Nicole, francese; dietro di me, nella batteria seguente, Sergine, anche lei francese, che avevo già conosciuto a Perth. A fianco una brasiliana, che però parlava poco. E nella corsia di là la mia amica Denise Robertson, l'australiana 75enne che, ormai e' chiaro, ha più o meno i miei tempi in tutte le 5 distanze dello  stile libero. Per fortuna riesco sempre a non farmi battere, ma che fatica! 

Alla fine dei 400 Denise mi ha regalato la sua cuffia di campionessa mondiale m75 e io le ho dato in cambio una delle cuffie che avevo vinto a Travagliato. Uno scambio equo, spero; lei mi e' sembrata soddisfatta. La sua cuffia la inauguro a Verolanuova, prima gara della stagione.

Ho dato a tutte appuntamento a Riccione e mi pare di capire che un sacco di nuotatori parteciperà ai nostri mondiali in casa.

Beh se non altro il clima dovrebbe essere più gradevole anche se si tratta di inizio giugno, e poi di certo l'impianto è molto più adatto. Mi vengono i brividi a pensare al tabellone della piscina interna, che occupa tutta la parete. Che ricordi e che emozione! 

Adesso è ora di salutarci. E lo farò fra poco con una intervista a due campioni del mondo italiani, due dei tanti, due persone a me molto care. Domani saluto la Svezia, parto all'alba. Faccio scalo a Francoforte e atterro a Linate. Domenica decompressione e lunedì riprendo il lavoro con i campionati ancora nella pelle e nel cuore.

 

5 agosto - parla una figlia.. 

Mi chiamo Martina e ho 14 anni.

Naturalmente non sono una master e a dire la verità non sono neanche mai stata tanto interessata al nuoto. Però mi piace accompagnare mio padre ai campionati mondiali, più che altro per l`aspetto turistico!
Inutile dire comunque che per me è sempre un´emozione vederlo gareggiare con tutti questi campioni, soprattutto poi se vince!

Anche le staffette non mi dispiacciono, come per esempio, quelle che si sono svolte qui a Goteborg ieri.  Mi sento un po' coinvolta nel loro spirito di squadra e mi piace la soddisfazione nei loro volti dopo la gara. E´davvero bello.

Non che io abbia visto granché, delle gare in genere, perché per la maggior parte del tempo sono stata in giro a visitare la città ma di certo ciò che mi ha colpito di più e´ l`immensità fisica di certi atleti. Sono davvero enormi! Soprattutto quando li trovi di fianco a certe signore cinesi o giapponesi veramente piccolissime.

Condensando il tutto, la settimana si è conclusa bene. E domani torniamo a casa.

Complimenti a tutti gli italiani che erano qua e .... arrivederci a Riccione 2012! Forse. Magari. Chissà ...

 

4 agosto - oggi vacanza.... 

Niente piscina per me oggi: la mia prossima gara, l'ultima, i 400stile, é solo venerdì. Così oggi mi sono presa una giornata di vacanza e i miei parenti svedesi mi hanno portato a sud di Goteborg a 100km da Malmo in una cittadina che si chiama Bastad e si pronuncia Bodstad.

Il bello, qua in Svezia, é che ci sono poche persone in giro; le autostrade sono vuote, niente code, niente stress da viaggio. Si, forse adesso siamo anche a fine stagione, per loro, ma comunque la vita ha un ritmo molto diverso dal nostro.

Bastad é sul mare, è un po' snob e viene frequentata dagli svedesi benestanti. Ha un porticciolo pieno di barche a vela e a motore di tutte le dimensioni, ha localini carini dove trascorrere i pomeriggi, un ufficio turistico e una lunghissima passeggiata sul lungomare. Il mare in realtà e´un po' marrone e l'aria non è caldissima, ma nel complesso si può fare il bagno e si vedono diverse persone in acqua.

Ho visitato il mercatino che in questi giorni si tiene nella piazza principale. Ogni paese europeo ha la sua bancarella e c'era anche l'Italia, con una esposizione di cannoli siciliani e di dolci dolcissimi da far paura. Poi abbiamo pranzato al Café Utsikten. Il Cafè ha un suo sito,  www.cafeutsikten.se, e lì lo potete vedere, un po' in alto sulla collina, con una vista mozzafiato sul mare e sulla città. E anche qui si ordina sempre a caso, perché non é mica scritto in inglese. Ti danno un cestino di vimini, tipo quello della spesa, con una radiolina trasmittente. Tu ti siedi fuori nel parco e mentre aspetti ti godi la vista mozzafiato. Poi chiamano il tuo numero .... in svedese. E se lo conosci lo svedese é facile!

Giornata di vacanza per me, ma non per chi aveva gare, soprattutto le staffette a Valhalla. Ho incaricato qualcuno di farmi un resoconto della giornata e spero di riceverlo presto. Ma mentre ero lassù a godermi il panorama, mi sono arrivati un paio di sms con dei commenti. Sono piovute medaglie a destra e a manca, ma ci sono state anche squalifiche, anche importanti pare, e quindi forti delusioni.

Questa è un aspetto della nostra vita di nuotatori. Prepari una gara nei minimi particolari, per molto tempo, e poi ti giochi tutto su un dettaglio che ti costa la squalifica. Credo che questa sia una delle emozioni più dolorose.

Ma non toccava a me oggi, e neppure domani. Ancora vacanza. Oggi sono andata a sud di Goteborg, domani andremo a nord, nell'isola di Tjorn, a Sharhamn. Altri luoghi e altre sorprese della bionda terra vichinga

 

3 agosto - Francesca Manerba 

Tanti colori e tanti suoni, lingue sconosciute così strane da sentire: questo basta a farci capire che non è la solita gara.

Si osservano con curiosità le magliette che ci passano davanti e le cuffie che le squadre hanno fatto per l’occasione. E in batteria non si trovano più le solite facce, ma volti nuovi, anche se ci sembra di averli già visti da qualche parte. Ma quando si arriva alle solite seggiole, quelle con i numeri dietro lo schienale, quelle della prechiamata, allora la storia è sempre la stessa… stessa stretta allo stomaco, se non di più, perché fare bene in questa cornice diventa ancora più importante.

Per me ora le gare sono finite, non bene come avrei voluto, ma non è questo quello che conta. Ora mi guarderò da spettatrice le gare degli altri, perché anche questo è bello: incitare i propri compagni, applaudire chi ha ancora voglia di mettersi in gioco, godersi le ultime batterie che offrono sempre un grande spettacolo.

Unica pecca di questo mondiale: doversi perdere metà di questo spettacolo perché uomini e donne gareggiano in piscine che distano 20 minuti di tram l’una dall’altra, e capita così che si salutino la propria squadra e il proprio compagno la mattina per poi rivedersi al tardo pomeriggio.

Ma si sa, niente è perfetto e alla fine non sarà certo questo che ricorderemo di questa esperienza, ma la pelle d’oca che viene quando una piscine intera si alza per applaudire una M90 al termine della gara. E l’augurio che posso fare a tutti i master è proprio questo: di trovarsi lì un giorno ad essere applauditi.

Francesca Manerba (Sogeis)

 

2 agosto - un giorno in piscina 

Giornata intensa oggi! ho nuotato i miei 200 stile al meglio delle mie possibilità a Valhalla e poi mi sono spostata a Lundby per vedere i 200 stile e i 50 farfalla dei maschi. Si, ciò che continua a disturbarmi di più è proprio questo continuo muoverci tra una piscina e l'altra per i cercar di vedere le gare di tutti. Vi dirò che i nostri italiani si stanno difendendo davvero bene e le medaglie abbondano. Medaglie di tutti i colori, dal decimo al primo di ogni categoria. Io non ne ho vinta neanche una, ahimè, ma le ho viste e le ho toccate tutte dal vivo! Quelle dei primi 3 sono belle grandi, quella d´'oro sembra oro vero, e mi piace il logo. Le altre, quelle dal quarto al decimo posto, quelle che di solito non ci sono, hanno un cordino con la bandiera svedese e sono più piccole, ma sicuramente fanno vibrare l'anima di chi le riceve!

Un pensiero speciale per la nostra Laura Sterni, 'grandina' d'età ma davvero bella tosta: medaglia d'oro nei 100sl e nei 200sl ! e chi la ferma più? ieri mi zompettava davanti come un folletto canticchiando : fulvia ma quanto bello e´stare davanti! e ridiamo come ragazzine...

I risultati sono sempre in rete sul sito dei Campionati. In prechiamata mi stupisco sempre di più di quanti  siamo noi italiani! Si sente parlare italiano dappertutto, sui tram e in giro per la città, e ci riconosciamo da lontano e ci salutiamo anche se non ci conosciamo. L'atmosfera che si respira alla prechiamata mi piace moltissimo. Qui entri davvero in contatto con i compagni delle altre nazioni e ti confronti con le esperienze di tutto il mondo mentre siamo lì tutti a fare la stessa cosa, aspettare e soffrire. E ogni tanto fai degli incontri curiosi, come la signora vichinga di oggi, che ha i baffi; si, davvero dei bei baffi, veri, ed è molto energica ma anche molto gentile.

Nel pomeriggio a Lundby ci siamo ritrovati in un bel gruppone di fronte al baretto; qui a qualsiasi ora c'è una fila interminabile di persone che aspettano pazienti di essere servite. Montini mi confida che vorrebbe aprire un bar alternativo per risolvere il problema della coda, iniziano anche gli scambi di magliette con le squadre straniere ... ma si dai apriamo un mercatino.

Poi in vasca, a fare il tifo ai nostri che gareggiavano. E ad un certo punto ci siamo messi tutti in piedi sulle panche finché, ahimè, la giudice, seriosa, ci ha zittiti e redarguiti perché eravamo troppo rumorosi.

E poi ho assistito alle premiazioni al termine delle gare, alla sera, col tramonto che sembrava un'aurora boreale. Premiazioni da filmare se non altro per il signore che chiamava gli atleti sul podio. Parlava una specie di lingua mista, italiano-spagnolo-inglese-tedesco... insomma un suo nuovo esperanto personale che si riusciva a capire abbastanza. Teneva i fogli lontano, perché era senza occhiali, e aveva anche poca voce. Con quell'idioma buffo e la lentezza esasperante nel chiamare sembrava un personaggio da cartone animato e anche se eravamo stanchi e infreddoliti con la tazza di cartone di the fra le mani a riscaldarci, ci siamo divertiti ad ascoltarlo nominare le medaglie d'auro e quelle d'árghiento....e cosi' poi si fa tardi per mangiare, e qui i locali chiudono presto la cucina. E allora via a cenare di corsa, ordiniamo carne e ci arriva salmone, ma il suono delle parole sembrava uguale... ma va bene lo stesso abbiamo una gran fame!

Domani per me ci sono i 50 stile, ma alle 9 e devo anche accompagnare all'aeroporto all'alba mia figlia che parte per le sue vacanze vere. Vita di nuotatrice, vita di madre.

 

1 agosto - Denise Robertson 

To-day I have won my first ever World Gold Medal for 75-79 years old women in 800 m freestyle.

Although this makes me proud and pleased that the months of training have paid off so handsomely, it is not the reason for the warm glow that fills my heart.

On Wednesday, waiting at the airport for the shuttle bus, I enjoyed wonderful "conversations" with men and women who do not speak my language, nor I theirs. In common we appear only to have swimming, but this is enough.

On Thursday, a Goteborg man, friend of a friend, generously took me sightseeing in his Porsche, finally lunching in the Archipelago at a delightful island redolent of yachts and seafood. Magic !

At the pool, I met a woman from Holland and another from Germany against whom I competed 2 years ago in Perth, Australia. The hugs we exchanged were real and genuine and our smiles conveyed all that our conversation could not.

In the hotel, on the trams, in the streets, at the pools everyone is cheerful and helpful, the swedish people eager to make our stay pleasant and memorable. We visitors reward their hospitality with obvious wnjoyment.

I hope this will not be my last Fina World Masters

Denise Robertson
Miami Masters Swimming Club
Queensland, Australia
robertson.denise@bigpond.com

 

31 luglio - primo giorno 

Ehi ! Il raggio di sole che tanto ho invocato e `davvero arrivato e ci ha consolato. La giornata degli 800stile si è conclusa e alla fine non è andata neanche tanto male.

Oggi noi ragazze abbiamo nuotato al Valhalla, inside, e gli uomini nel dehors della piscina Lundby a venti minuti di distanza. Valhalla è decisamente meglio perché é coperta e sembra più adatta a una manifestazione importante come questa. Lundby è scoperta, con spazi verdi intorno ma stretta, 8 corsie cosi vicine che sembrano 6. I maschi hanno nuotato fino a tardi stasera e gli ultimi devono avere patito il freddo non poco. Assomiglia un poco a una piscina dove si fanno garette alla domenica. Domani tocca a noi ragazze dei 100sl e dei 200dorso, e alle raniste, nuotare a Lundby e speriamo che il tempo sia clemente.

Alla prechiamata ho visto tutte le nostre fondiste italiane, eravamo poche e ci siamo messe tutte vicine vicine. Alla chiamata della mia batteria seduta a fianco a me c'era Denise Robertson, dall'Australia, una gran bella donna che dimostrava solo sessant'anni invece dei suoi 75. Abbiamo chiacchierato e mi ha raccontato che  da giovane ha nuotato, ma solo fino ai 17 anni e ora ha ripreso solo da 10. E oggi si è classificata prima nella sua categoria!

Fatti gli 800, di cui non vi racconto nulla, sono andata in giro per la città, a vedere i negozi del centro e gli angoli caratteristici. Goteborg è davvero bella e ricca di scorci suggestivi. Il fiume Vallgraven la attraversa tutta e anche se l'acqua è marrone dona atmosfera a tutta la città. Passando sopra un ponte, ho visto sotto, nell'acqua, un giovanotto sdraiato su un materassino con cuffia e occhialini e una racchetta da ping pong. Da ragazzi e ragazze, e anche gente che passava, gli buttavano delle uova e lui cercava di prenderle con la racchetta da ping pong..... provate ad immaginare la scena, in pieno centro. Spero che fosse un qualche strano party di addio al celibato o qualcosa del genere, e non solo l'effetto della birra bevuta a gogo!

La nostra Goteborg è così: la gente è allegra e ha voglia di divertirsi, la città è piena di localini con posti all'aperto, dove mangiare anche se fa freddo. Con il nostro tesserino possiamo girare dappertutto e arrivare anche a Liseberg, un parco divertimenti tipo Gardaland, e salire sulla ruota panoramica. E poi al porto si visita la nave militare, si mangiano gamberetti con le mani, a poco prezzo, e si fa un giro col battello lungo il fiume.

Oggi sono arrivati gli ultimi compagni, e in questo momento stanno facendo l'accredito. Appuntamento a Lundby e per chi fa i 100 stile, ragazze mie, appuntamento warm-up inside nella piscina piccola alle 11!

E ora a letto. Ne ho fatte di cose oggi, e sono proprio cotta

 

30 luglio - in viaggio 

Piove e fa freddo. Sono arrivata stasera alle 19 e mi sono fatta portare dai miei parenti, che ci ospitano qua in Svezia, subito all'accredito, alla piscina di Valhalla, a venti minuti dall'aeroporto. Qui sono rimasta stupita dalla velocità nelle pratiche: una foto veloce, e subito  possiedo un cartellino e posso entrare nelle piscine e ho accesso ai bus ecc...

Poi ho visto un pezzettino di cerimonia d apertura sotto la pioggia e adesso sono tornata al caldo, a casa dei miei parenti: Johann e Sabine, e le loro figlie Helena e Josephine.

Sono stanca. Buonanotte a tutti.

Domani ci sono gli 800sl e sono a Valhalla. Non ho ancora capito bene la storia delle piscine che cambiano, so solo che a Valhalla ho gli 800 e i 200sl e a Lundby le altre 3 gare a stile. Maschi di qua femmine di là.

Uffa, piove fa freddo e siamo pure divisi... ma non può piovere per sempre quindi vediamo domani se ci sorride la Svezia con un raggio di sole!

 

27 luglio - ora X meno due 

Ecco, siamo arrivati agli ultimi giorni prima della partenza

E c'è tutto da fare: il mio aereo è fissato per venerdì; sul lavoro devo chiudere le cose sospese; devo chiudere la casa, fare i bagagli. E devo anche organizzare le ferie di mia figlia che parte mentre sono via.

Niente piscina in questi giorni, la preparazione e’ stata fatta e adesso possiamo solo scaricare! Il tempo rallenta, si resta in attesa. E' un po’ come prima di un esame a scuola

 
E allora in questo fine settimana me la son presa comoda, ho staccato, e mi sono regalata una gita in Svizzera. Sempre in acqua, però, tutto il giorno, ma alle Terme d’acqua calda naturale di Leukerbad, un posto incredibile, piazzato in mezzo alle montagne innevate; e io perduta tra le infinite bollicine dell'idromassaggio a lasciare scorrere via la tensione.

Eh si, cerchiamo di far finta di niente ma l’ansia sale inesorabilmente, a tutti spero, e le farfalline nella pancia incominciano a far capolino a tradimento. E io mi sento sempre nell'Arena, con la folla tutta intorno. E non la sentite anche voi questa musica ? quella del “”Gladiatore’’ ? in lontananza? E la voce fuori campo, profonda, che grida ‘’Al mio segnale scatenate l’inferno’’ ?

E' il mio sogno personale. Ma quando diranno "Take your marks..." ci sarò anch'io !
Arrivederci dunque, a fra pochissimo. Le prossime news saranno dalla terra di Svezia, ma ora vi saluto con la frase di un caro amico, master, gran velocista: ‘’beh, scappo che se no mi prendono!’’

 

26 luglio - Compagni di avventura 

In queste ultime settimane mi hanno scritto alcuni amici, compagni di avventura, nuotatori master che verranno a Goteborg e che si stanno preparando come me, chi con più goliardia, chi con maggiore serietà, chi con grandi aspettative e chi coll'attesa della prima volta. Sono flash che mi arrivano da tutta Italia e che rappresentano, secondo me, i colori del nostro arcobaleno.

Raffaele Lococciolo

"la stagione dei cambiamenti, la stagione dei passaggi, la stagione di transizione è ormai agli sgoccioli.
a fine mese ci trasferiremo tutti in terra svedese, per confrontarci, divertirci, gareggiare con i migliori master ma soprattutto come sempre con noi stessi.
Ma sono cambiate le carte in tavola o no?
E' una domanda che non posso evitare di pormi, siamo passati da body poliuretanici di alta tecnologia a dei miseri (per gli ometti) pantaloncini sopra il ginocchia!!
E come si fa?
Con i vecchi body, molti di noi si sentivano invincibili, il body limava gli errori, della preparazione, della nuotata, della tecnica, ed in piu' esaltava le caratteristiche, credo che un anno di poliuretano (anche a livello agonistico) abbia tolto molto allo studio, all'attenzione, alla cura dei dettagli....
si andava forte sempre, e comunque..
adesso se non si è al 100% il cronometro te lo rinfaccia spietato..
se si è al 100% invece, beh le soddisfazioni son maggiori, perchè vere, nitide, incontestabili....
abbiamo cambiato modo di allenarci? e di approcciare la gara? con che ottica andiamo ai mondiali?
personalmente non ho cambiato un granchè, sono solo più cosciente dei veri valori, dei veri cardini, e delle cose che contano nel nostro divertente mondo natatorio...
stare bene, con sè stessi, con i compagni di squadra, con tutti gli altri
il counter del sito dei mondiali dice -26
a che punto siamo?
con le prime 2 benissimo, direi che sono pronto.
con la terza non posso che aspettare di arrivare in Svezia,
per ora mi sto allenando in tal senso..

Giuseppe Tiano

-1 mese.... non è ancora uscita la start lista e la tensione......... non sale!!!!! Ma che mi succede? Un paio di anni fa sarei stato seduto sul water tutta la settimana in attesa del foglio con la griglia di partenza della gara master più importante in assoluto. Ma adesso no... perché?

Ad un mese dai mondiali questo non è certo il pezzo che tutti si aspettano che io scriva, eppure lo faccio perché vorrei comunicare l'aspetto umano dell'approccio alle competizioni master. La carriera master è lunga, in teoria può non finire mai. E per me il nuoto è o bianco o nero, o do il massimo o il minimo, o faccio 100 gare all'anno oppure 2, o peso 100kg oppure 88... nonostante possano sembrare un controsenso questi estremismi sono in realtà un lusso, in quanto nella vita reale viviamo normalmente in un insieme di sfumature di grigio, non è mai o bianco o nero... allora il nuoto è un'eccezione, qui ho il controllo, e se decido di fare schifo un anno lo posso fare in tutta tranquillità!!!

Sono stato primatista e campione mondiale. Eppure a Ostia durante gli ultimi campionati italiani nonostante io abbia dato tutto quello che avevo quel giorno ho perso, ero si deluso ma comunque felice che sia successo per mano di un’atleta più preparato, meritevole e motivato di me. Inconcepibile? Non credo. Non sarà sempre così ma questo per dire che bisogna accettare con serenità i cali di motivazione che ci possono essere per 1000 motivi: lavoro, famiglia, salute, altri interessi...qualsiasi cosa. In 8 anni che nuoto nei Master è la prima volta che mi succede, ma è importante che accada perché ho intenzione di nuotare fino a 100 anni, e non posso farlo sempre col coltello fra i denti!

Quindi, Mondiali, eccomi qui sereno come un monaco buddista e agguerrito come un orso in letargo... vado nella terra dei vichinghi con una margherita fra i denti, chissà se in versione “peace and love” vado più veloce..........!!!!

Raffaella Pizzo - Master Melzo Nuoto

Emozionata...orgogliosa...entusiasta di intraprendere per la prima volta il mio cammino, o meglio le mie "vasche", verso questa nuova avventura dei Mondiali 2010 a Goteborg, con piccolo gruppo di amici, proprio io, la Raffy per gli amici, 39 anni, mamma di una dodicenne stupenda alla quale ho trasmesso la grande passione per l'acqua ed il nuoto!.

Sì il nuoto, l'acqua clorata, quei lunghi corridoi d'acqua, solcati da eterne ed estenuanti ripetute. Il nuoto non solo sport, ma anche parte della mia vita quotidiana, sono assistente bagnanti, istruttrice, allenatrice e atleta master. La mia non e' solo una squadra, ma soprattutto sono buoni amici che mi hanno anche aiutato a superare momenti difficili, amici con i quali ho "macinato" chilometri, vasca su vasca, bracciata dopo bracciata, facendo svanire in me qualsiasi arrabbiatura, delusione o tristezza! Ed ora l'ultima delle mie fatiche agonistiche della stagione, dopo i Campionati Italiani ad Ostia, gli ultimi allenamenti prima di salire sul blocco di partenza dei 100 stile a Goteborg! 

"ONE DAY IS TODAY" dice la canzone di un mio amico...QUELL'UNICO GIORNO E' OGGI! .... mondiali 2010...HERE I AM!!!

Laura sterni

ti posso dire - da ex agonista - che il mondo master è favoloso se interpretato nella maniera giusta, va bene nuotare e allenarsi anche più o meno seriamente ma poi guai se mancasse il divertimento e le giornate e serate passate assieme. Amo il nuoto, l'ho sempre amato, e sempre mi dicevo che prima o poi sarei tornata, purtroppo è avvenuto per motivi che non pensavo. Adesso sono felice di frequentarlo e di avervi conosciuto tutti!
In bocca al lupo e arrivederci a Gotheborg!.

Le Orche di Modena !

Baccini cantava "Le Donne di Modena", noi siamo state ribattezzate dal nostro personal-tour-operator-Tosi-Andrea-M50 le "Orche Assassine di Modena" e siamo le 5 donne presenti a Goteborg in rappresentanza della Modena Nuoto. Andrea si sposta per i vari impianti sportivi usando il navigatore satellitare "cartaceo" (la vecchia piantina stampata da Google), con la macchina piena di donne (le Orche Assassine appunto e/o qualche simpatizzante), delle quali conosce ogni segreto e che scarrozza da una piscina all'altra e da…un outlet all'altro, armato di "santa" pazienza.
Siamo la staffetta dei 160, anche se non li dimostriamo come dichiara Zia Ironwoman Simo, la delfinista che, tra il lavoro e gli allenamenti, si ritrova anche e sempre almeno un nipote in casa da accudire.
Poi c'è la "dorsista-per-caso" Ironwoman Elena, che prima di indossare il costume depone il coltello che solitamente tiene tra i denti, onde evitare di tagliarlo.
Silvia, free styler forever, ma che non-se-ne-parla-nemmeno-di-fare-un-200! Poi dopo che si è convinta a farli, esce dall'acqua dicendo arrabbiatissima:"Non-li-rifarò-mai-più! Non vado neanche se mi spingete!" con tutto il fiato che aveva prima di partire.
Manuela, la ranista che morde, ribattezzata "Regirana 2009" per aver vinto i 3 titoli della specialità ai Campionati Italiani dello scorso anno. Decisamente ridimensionata nei risultati 2010 (anche se pur sempre Orca Assassina-Inside), a chi osa farle notare che i risultati di quest'anno sono stati un po' "sottotono", risponde ringhiando: "La stagione non è ancora finita!".
La quinta è Angela, ranista e dorsista, l'unica che a Goteborg viaggia in compagnia di un uomo: il marito Claudio, la cui prova più grande sarà dimostrare che è in grado di sopravvivere agli stress pre-gara delle Orche Assassine!
Infine, da casa, coach Alessandro Zerbini, che ci seguirà via internet, per impegni di lavoro (e paura dell'aereo??? Noooooooo, ma che pensate!), che vive le nostre gare come un padre fuori dalla sala parto in attesa di sapere se il proprio figlio è nato, come sta, quanti chili è, etc. (però non fuma).
Queste siamo noi, le donne di Modena! La grinta e la passione per questo sport non ci mancano e il countdown per l'ultimo appuntamento della stagione 2010 è cominciato!

Ci vediamo a Goteborg!

 

21 luglio - In piscina. Sempre in piscina 

Non è mica facile per un Master qualsiasi, di livello medio basso come il mio, preparare un mondiale. In realtà dovrei essere già contenta di avere i tempi per partecipare !

Dai Campionati italiani di Ostia sono tornata vagamente affaticata; non so a voi ma me gareggiare in vasca lunga, all'aperto, a giugno, mi mette sempre un po' in difficoltà. Mi alleno tutto l'anno in corta, al chiuso, ed è solo a giugno avanzato che si passa in lunga e spesso si salta anche una settimana di allenamenti, a causa del 'trasloco'. Così in vasca da 50 avevo nuotato poco, e avevo fatto solo una gara ‘’orientativa’’ e  non ero ancora pronta. Dei miei risultati ostiensi  non sono soddisfatta.

Ma almeno ho visitato i Musei Vaticani e opperbacco se ne è valsa la pena!

Tornata da Ostia, mi sono organizzata in lunga e ho programmato un lavoro serio, quotidiano, per tutto il mese di luglio. Ogni giorno dopo il lavoro mi fiondo in piscina alle 6 di sera e nuoto per un'oretta e mezza. Beh, nuoto è una parola grossa. In realtà cerco di nuotare perché nella mia piscina ci sono solo due corsie e ci si allena mezzo mondo. In una nuotano i miei compagni di squadra, quelli più forti che non voglio intralciare, e quindi una corsia me la son già giocata; nell'altra c'è di tutto, anche diversi scogli ingombranti di quelli che ti partono davanti a lenta-rana-larga proprio quando tu stai per virare.

Insomma non è mica tanto facile riuscire ad allenarsi così. E in più da noi l'acqua è un brodo di 30 gradi con uno tale strato di terriccio sul fondo che spesso ti rimane la sabbietta in bocca a ogni respiro. Certi giorni sono fortunata ed è libera la parte laterale della corsia, quella esterna che confina col nuoto libero e magari sono da sola a nuotare su e giù attaccata alla corsia. E allora si, in quei casi riesco ad allenarmi in libertà e sono contenta. Un altro problema è il cronometro. Sono una Master 50 e incomincio a perdere colpi con la vista. Col sole in faccia non riesco a vedere bene i tempi nel cronomentro da polso. E a posizionare cronometro grande fuori mi vergogno, che poi mi guardano quasi fossi un marziano. Così spesso non so neanche che tempi faccio.

E allora, ricapitolando: finito di lavorare corro in piscina, finito di nuotare corro a casa; ci arrivo verso le 8 e cerco di organizzare la cena per marito e figlia. Il mondiale è mio e me lo gestisco io; e intanto lascio che la casa cammini da sola perché qualcosa purtroppo devo trascurare.

Questa è la mia vita pre-mondiali: Goteborg si porta via tutto il tempo. Ho la sensazione che per gli uomini sia più facile: magari trovano la cena pronta, o almeno la casa pulita; mentre per noi donne lo sport deve convivere quasi sempre con dei lavori in più. O sbaglio?

 

 

si ricomincia .... 

Se accetto il sole,il caldo,l'arcobaleno,devo accettare anche il tuono,il fulmine e la tempesta. (kahlil gibran)

Ieri eravamo insieme a Cadiz e ho cercato, a modo mio, con i miei racconti, di farvi respirare l'atmosfera della Costa del Sol e del nostro Campionato. Vi ricordate? Spero di esserci riuscita,  almeno un pochino. Perchè ieri ero a Cadiz e domani sarò a Goteborg, per un altro Campionato, e cercherò di regalarvi anche dalla terra dei Vichinghi, una volta fredda ma ora ahimè anch'essa immersa nell'ondata di calore, qualcuna delle nostre emozioni.

Quindi cercate di immaginare insieme a me un arcobaleno tra le due città, Cadiz e Goteborg. Un arcobaleno di tutti i colori come le mille sfaccettature del nostro mondo master. Già, ognuno di noi ha il suo 'colore', ognuno di noi nuota in modo diverso, si aspetta cose diverse, soffre in modo diverso. E questo arcobaleno immaginario ci racchiude idealmente tutti.

Così io lo sento; e così lo racconto mentre mi avvio verso un altro dei nostri appuntamenti importanti. Prendiamoci per mano e incamminiamoci sulle strisce colorate. La vedete in lontananza la Svezia che ci aspetta? Goteborg preparati! Ci stiamo avvicinando! Metteremo in valigia i nostri occhialini svedesi, il costume a mezza gamba nuovo di pacca, la nostra magica cuffia da gara, quella e solo quella, il borsone bianco e azzurro dell'Italia, le ciabattine brasileire e la maglietta col nostro nome stampato (avete spuntato la lista di ciò che non ci deve assolutamente mancare?)

Si, stiamo arrivando con i nostri riti maniacali pre-gara, con le nostre speranze e con le nostre illusioni. Sappiamo che la Svezia saprà esserci amica e che ci regalerà un caloroso benvenuto e un biondo sorriso.